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Corse 2010


2/06/2010 “5 Colli Olano” (8 partecipanti, classica lunga, 7 gpm)

Arrivo: Perini, Jalabert, Cuapio, Boonen, Nibali, Olano, Valverde

San Lorenzo (Gpm ): Cuapio, Arashiro, Boonen, Olano, Valverde

Mongardino (Gpm ): Perini, Olano, Valverde, Nibali, Arashiro

Ganzole (Gpm): Nibali, Valverde, Perini, Cuapio, Boonen, Olano, Arashiro, Jalabert

Stazione Pianoro: Boonen, Valverde, Olano

Botteghino di Zocca (Gpm): Olano, Cuapio, Perini

Zena (Gpm): Olano, Boonen, Perini

Monte delle Formiche (Gpm): Perini, Jalabert, Cuapio, Boonen, Nibali

Cartello Pulce: Jalabert, Cuapio, Olano, boonen, Nibali

Punteggi generale

Punteggi scalatori

Alla sua seconda edizione la cinque colli dei poveri, detta “Olano”, è già una classica imperdibile, emozionante e faticosa, bella e  spietata.

L’appuntamento vede, al solito ritrovo di via Rialto, Arashiro assieme ai tre della ONCE: Jalabert, Boonen e Perini. Il predominio della squadra iberica è evidente, viste anche le defezioni dei forti Vinokurov e Rominger. Mentre il primo e irrintracciabile, il secondo ha preferito dedicarsi al lavoro in ospedale tra emotrasfusioni e iniezioni di EPO, mentre Cuapio, in grande forma negli ultimi tempi, viene trovato col cellulare acceso e svegliato dagli ONCE. Il messicano deve abbandonare la propria compagna ancora addormentata che lo intravede uscire di soppiatto dalla stanza con la tutina e la maglia della Gewiss addosso. Ancora una volta il messicano non ha saputo resistere al richiamo delle corse e alla voglia di esibire tutta la sua condizione atletica.

Da segnalare che Jalabert si presenta con la bici nuova a causa del furto, nelle officine della ONCE, della sua vecchia Specialized. Una Treck che non potrà mai sostituire nel cuore degli appassionati la vecchia bici compagna di mille volate, ma che, montando un moltiplica compatta, potrà agevolare le operazioni in salita del corridore transalpino.

I quattro da via Rialto si spostano verso Casalecchio per l’appuntamento con Olano e il rientrante Valverde alla solita gelateria.  Assieme a loro c’è anche Nibali, conosciuto anche come Lorenzo, ex corridore dilettante in cerca di una nuova squadra e pronto a cimentarsi nella dura prova della 5 colli Olano dopo due anni di completo stop dalle corse.

Per la prima volta Perini e Valverde si conoscono da quando sono entrambi alla ONCE. Il primo, da appena un anno membro della squadra, non aveva mai corso assieme al grande campione spagnolo che, non potendo correre in Italia per via della squalifica, aveva deciso di andare in Grecia. Attualmente, visto la nuova squalifica dell’UCI, il corridore è tornato in Italia e, in via del tutto eccezionale, è venuto a partecipare alle uscite del Bdct, a cui, è noto, possono partecipare tutti i corridori del presente e del passato, famosi e meno famosi, in attività o squalificati.

Mentre Boonen racconta dell’eroica Bologna-Roma in 48 ore, arriva Cuapio arriva già provato per il cronoprologo sostenuto per giungere fino a lì. Si parte alle 10 quando inizialmente l’appuntamento era per le nove. Come si vede il Bdct ancora mal digerisce i ritrovi mattinieri.

La composizione del gruppo vede 4 ONCE, 2 Saunier, un La Standa più Nibali ancora in cerca di contratto.

Si parte molto cauti come al solito, si chicchera tranquillamente con Cuapio davanti preoccupato per cosa dovrà dire alla propria fidanzata al rientro, dopo essere praticamente fuggito per venire alla gara.

Sulla bazzanese Arashiro prende la testa del gruppo anche per accelerare il passo visto che, a mezzogiorno, deve essere dalla morosa a mangiare i tortellini.

Imboccata la strada per San Lorenzo subito prendono il largo Arashiro e Boonen, seguiti con calma da Olano e Cuapio e ancora più indietro Valverde. Perini, Jalabert e Nibali vanno su al minimo mentre il siciliano racconta ai due vecchi corridori delle sue esperienze nel ciclismo che conta. Davanti Cuapio rimonta su tutti e conquista il primo gpm di giornata seguito da Arashiro, Boonen e  Olano, mentre Valverde arriva più staccato. Gli altri arrivano con molto ritardo nonostante la salita poco impegnativa.

Si riparte subito alla volta di Mongardino. Nel fondovalle Perini prende qualche metro di vantaggio più per pigrizia del gruppo che per un’accelerazione dell’italiano. Ad aiutarlo però arriva un gregario inaspettato che tira Perini e Olano, sopraggiunto nel frattempo, fino ai piedi della salita. Olano si stacca quasi subito mentre Perini si fa portare su dolcemente dal signore impegnato nel proprio giretto festivo. Perini arriva primo al gpm seguito a breve distanza da Olano e poi, più staccati, giungono gli altri alla spicciolata e, in fondo, Jalabert e Cuapio che, fingendo di parlare amichevolmente, in realtà si studiano reciprocamente.

Sosta borracce con inclusa cagata al bar di Cuapio prima di scendere verso la porrettana. Abbandonata la statale, a poco più di un chilometro dalle Ganzole, Nibali impone un ritmo forsennato al gruppo che si sfilaccia e i corridori, all’inizio della salita vera e propria, sono già sgranati. Davanti Nibali e Valverde, ispirati dalle dure pendenze, si danno battaglia per conquistare la prestigiosa vetta, dietro Perini sale col suo passo seguito da Olano e Boonen poi Cuapio e Arashiro. Jalabert dietro sperimenta le potenzialità della moltiplica compact e ne approfitta per andare più piano possibile. Nibali a metà salita scatta secco e stacca un Valverde non ancora in condizione ottimale. Il siciliano prende un buon vantaggio mentre dietro Valverde tiene sempre a distanza di sicurezza Perini. I primi tre arrivano con un buon margine sul quarto che è Cuapio, seguito dal Boonen, Olano e Arashiro, mentre in fondo, a distanza di un cappuccio e una pasta al bar, arriva Jalabert.

Si scende nuovamente e Arashiro abbandona la compagnia dirigendosi verso Bologna.

La salita successiva di Botteghino viene presa con molta calma da tutti i partecipanti tranne da Olano che se ne va a conquistare il suo primo gpm di giornata in solitaria. Dietro la chiacchiera si impone. Dopo lo spagnolo arrivano Cuapio e Perini e subito dietro tutti gli altri.

Da adesso in poi l’atmosfera si fa un po’ più seria. Gli ONCE in particolare stanno organizzando la tattica di gara di cui Jalabert è l’ispiratore, e Cuapio la principale vittima. Dopo la sosta al laghetto dei castori per riempire le borracce infatti, tutti gli ONCE sono impegnati a fare il loro dovere. C’è subito un allungo quasi per caso di Perini e Boonen. Mentre l’italiano prende qualche metro di vantaggio senza accorgersene, il belga lo passa e lo invita a seguirlo nel tentativo di fuga. Subito l’attento Olano si accoda ai due preferendo seguire la fuga piuttosto che rimanere al fianco del proprio compagno di squadra. Dietro la tattica ONCE si dipana in tutta la sua interezza. Mentre Jalabert copre la fuga, Valverde impegna Cuapio in una discussione approfondita su Salonicco e le bellezze locali. Come dire; Cuapio si accorge della fuga quando i tre davanti ormai hanno preso un vantaggio difficile da colmare. Il messicano però non si abbatte e si mette al lavoro per chiudere il gap. Più volte cerca di strappare per togliersi di ruota gli altri e in particolare il francese. Lo strappetto di Zena viene percorso ai trenta all’ora e subito miete la prima vittima: un Valverde ancora fuori forma dopo tanta lontananza dalle gare ufficiali. Davanti invece Boonen fa un lavoro strepitoso e tira il proprio compagno di squadra fino ai piedi della salita verso il monte delle Formiche con un vantaggio stimato fra il minuto e mezzo/due sugli inseguitori.

Perini sale regolare e deciso sulla prima parte della salita, mentre dietro infuria la bagarre con Cuapio sempre intento a staccare Jalabert ma invano, e Nibali che a volte perde qualche metro ma poi si riavvicina. Alla breve discesa che precede l’asperità finale Cuapio e il resto del gruppo riprendono Olano che tira  il proprio compagno di squadra fino ai piedi dell’ultima salita. Intanto davanti Perini guarda in alto il santuario sulla cima del monte delle Formiche e si chiede come sia possibile che in così pochi metri si arrivi così in alto. Infatti appena superata Cà di Pippo il corridore italiano si pianta letteralmente nell’affrontare le pendenze proibitive dell’ultima parte di salita. L’unica cosa che lo fa desistere dallo scendere dalla bici è il vantaggio accumulato su quelli dietro e la voglia di rifarsi dall’anno passato, in cui la cima del monte l’aveva vista solo da lontano. Con un rapportino da mountain bike sale piano piano, mentre dietro imboccano la stessa salita e Cuapio tenta un nuovo allungo. Nibali e Olano si staccano subito mentre Jalabert resiste e, approfittando del momento di stanchezza del messicano, passa al contrattacco e lo stacca. Jalabert sale forte sapendo che le pendenze dure lo avvantaggiano sui compagni di squadra davanti a lui mentre dietro Cuapio si fa sempre più distante. Prima sorpassa Boonen e poi, a poche centinaia di metri dalla vetta, finalmente vede la sagoma di Perini davanti che sale lentissimo. Perini è in crisi e si appoggia di peso sui pedali. Quasi al tornante del cimitero Jalabert raggiunge Perini con la promessa che, se fosse stato con lui fino al traguardo, lo avrebbe lasciato arrivare per primo. L’italiano si aggrappa a questa speranza e affronta con grinta il tornante mortale del cimitero mentre Jalabert, ormai stremato dalla rimonta, va, a sua volta, in crisi. Qui Perini prende dieci metri di vantaggio che manterrà fino al traguardo, dove esulterà per la mitica vittoria. E’ una vera rivincita dopo che l’anno scorso si era fatto quasi la metà delle salite a piedi in compagnia dell’amico Arashiro.

Dopo i primi due arriva Cuapio e subito dopo un grandissimo Boonen che già l’anno scorso, in questa  gara, aveva offerto prestazioni entusiasmanti. Poi Nibali, grande rientro dopo due anni di stop assoluto, e Olano, sempre coriaceo e infaticabile. Intanto Valverde preferisce evitare l’ultima salita e aspettare i compagni di gara direttamente alla trattoria di Cà di Pippo.

Una grande vittoria della ONCE che, grazie al gioco di squadra, è riuscita a ovviare a una situazione che sulla carta non la dava favorita.

Finalmente ci sediamo a tavola. Sporchi, puzzolenti e affamati provochiamo lentamente lo svuotamento del locale come in un film di Bud Spencer e Terence Hill. I prezzi non troppo abbordabili ci fanno ragionare sul cambio di trattoria per l’anno prossimo, comunque non ci si può lamentare della bontà del pasto, condito da una mezza bottiglia di prosecco che Valverde ruba dal tavolo dei vicini ormai andati via.

Intanto un Cuapio stravolto dalla stanchezza a fatica riesce a porgere il piatto vuoto al cameriere.

Si riparte che sono quasi le quattro e la carovana si muove lentamente verso i primi 400 metri in salita. In fondo al gruppo Cuapio sembra essere il più in difficoltà, mentre Perini palesa ancora un’ottima lena. Raggiunta la val di Zena succede qualcosa che non ti aspetti. Sentendo i discorsi dei Saunier intenzionati a non tirare un metro al ritorno, Perini decide di scattare in solitaria approfittando degli strappetti di Zena al contrario. Una decisione scellerata che non mancherà di provocare polemiche anche in futuro. L’italiano ancora n ottima condizione nonostante la tappa durissima prende un centinaio di metri di vantaggio e forse anche di più. Dietro la reazione non si fa attendere come all’andata e Cuapio con grande orgoglio e piglio da campione si mette a tirare insieme ad Olano, aiutati da un Nibali che fa valere le sue doti di passista. Anche Jalabert, contrariato dall’azione del proprio compagno di squadra, aiuta nella rincorsa. Intanto Valverde si stacca e riamane indietro. Il fuggitivo viene ripreso dopo cinque-sei chilometri con un’ultima trenata a velocità doppia di Nibali. Gli altri rientrano un po’ alla volta e si rallenta per aspettare Valverde.

Intanto le polemiche si scatenano. Jalabert fa capire a Perini di aver commesso un’imprudenza e che, dopo una tappa del genere, era il caso di rientrare tutti assieme. Perini cerca di discolparsi ma senza convincere, probabilmente per lui si tratta un po’ di incoscienza e un po’ di inesperienza delle corse del Bdct. Olano invece è serissimo quando promette la fine della tregua delle ostilità fra la Saunier e la Once, e prometta battaglia su ogni metro di corsa a partire dalla prossima uscita, scatenando anche il capitano Rominger. Cuapio invece è solamente felice che il ritmo della corsa si sia finalmente placato.

Rientrato Valverde il gruppo riparte con Perini davanti a fare andatura turistica fino a cinquecento metri dal cartello Pulce dove si sarebbe svolta la volata di giornata. A quel punto è di nuovo Boonen, intelligente e puntuale, che prende in mano la corsa per tirare la volata al proprio capitano. Partono lui, Olano, Cuapio e Jalabert e al cartello in leggera salita arrivano nell’ordine esattamente contrario, con Jalabert che, ancora una volta, riesce ad vere la meglio in volata.

E’ finita! Una giornata veramente calda ciclisticamente parlando. Una vittoria importante per Perini e per tutta la ONCE con un gran gioco di squadra. Una Saunier che esce sconfitta ma pronta a riscattarsi con gli interessi. Alla prossima 5 colli. Viva il Bdct.

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26.05 Bologna-Monte Donato (3 partecipanti, classica corta, 5gpm)

Gpm Olano: Olano, Cuapio, Lloyd
San Vittore: Cuapio, Olano, Lloyd
Scalini: Cuapio, Olano, Lloyd
Lastre: Lloyd, Cuapio, Olano
Monte Donato (prima categoria, coincidente con l’arrivo): Cuapio, Olano, Lloyd.

Punteggi Gpm: Cuapio 29, Olano 19, Lloyd 16
Punteggi: Cuapio 13, Olano 9, Lloyd 7

Giro di mail, conferma telefonica in pochi minuti e via, Olano, Cuapio e Lloyd (Matteo, a cui finalmente è stato attribuito il nome) si ritrovano a porta Castiglione per un’uscita infrasettimanale targata Saunier Duval. Percorso da decidere. Si opta per i colli e viste le caratteristiche dei tre corridori gli ordini di arrivo sembrano già scritti… una chiara dimostrazione della completezza della formazione sostenuta dagli “specialisti delle caldaie”.

Si esce dalla parte alta dei Giardini Margherita e Olano si avvia verso la conquista del Gpm a lui intitolato. Dietro si chiacchiera. Discesa, svolta a sinistra in via San Mamolo e ancora a sinistra in via di San Vittore. Tornante dopo tornante i tre vanno su col proprio ritmo. Cuapio resta davanti senza grossi problemi, Olano arriva dichiarando di aver spinto a tutta e di non essere mai andato così forte su questa salita e Lloyd arriva attardato di pochissimi minuti. Ancora discesa per poi imboccare via degli Scalini. Lloyd perde colpi alle prime rampe, Olano spinge, ma a metà salita Cuapio lo scavalca alzandosi sui pedali e procedendo col suo ritmo. Si prosegue per via delle Lastre ed è Lloyd ad avere lo spunto giusto per restare sempre davanti ed imporsi su un Gpm che sembra disegnato apposta per lui. Dettagli: Cuapio e Olano, pochi metri indietro, chiacchierano amabilmente dei Tour vissuti assieme e spronano il compagno davanti con urla scimmiesche di incitamento (senza senso). Terminata l’ascesa ci si comincia a interrogare su dove porre il traguardo. Alla fine (ma proprio a pochi metri dalla fine) si decide per Monte Donato ed è Cuapio, conoscitore di queste strade, ad allungare leggermente per andare a conquistare il punteggio pieno di giornata.

Lloyd saluta i due compagni e si dirige verso casa per la via più breve, mentre Cuapio e Olano scendono assieme da via di Casaglia ricordando assieme i bei momenti vissuti ai Tour. Ovviamente Cuapio, con la sua memoria da gallina, non si ricorda un cazzo, mentre Olano sembra un database in attesa di essere interrogato per poter offrire risposte precise e dettagliate.

Giunti a Porta Saragozza, prima dei saluti, Olano fa in tempo a farsi insultare dal Presidente di Ingegneria (che sfida tra Presidenti!) a bordo della sua auto per una presunto impegno dell’incrocio con semaforo rosso. Lo spagnolo risponde con un sonoro “Vaffanculo strippato di merda” (que finesse le president!) e con un gesto del braccio difficilmente equivocabile.

Un epilogo perfetto per un pomeriggio di allenamento piacevole degli uomini Saunier, sempre più rabbiosi e pronti a dar battaglia ai modesti corridori delle altre squadre.

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22.05 Bologna-Barbiana (4 partecipanti, classica corta, 4 gpm)

Arrivo: Jalabert, Arashiro, Savoldelli, Olano

Casaglia (GPM 3° cat.): Savoldelli, Olano, Arashiro, Jalabert

Paderno (GPM 2° cat.): Savoldelli, Arashiro, Olano, Jalabert

GPM “Onalo” (Rizzoli a rovescio) (GPM 1° cat.): Arashiro, Olano, Savoldelli

Barbiana (GPM 3° cat., coincidente con l’arrivo): Jalabert, Arashiro, Savoldelli, Olano

Punteggi generale: Jalabert 14, Arashiro 10, Savoldelli 8  Olano 6

Punteggi scalatori: Savoldelli 21, Arashiro 17, Jalabert 13, Olano 12

Giretto mattutino poco partecipato e poco impegnativo, organizzato tanto per non lasciare vuoto un week-end bolognese, con un pensiero al Giro d’Italia e uno ai compagni del BDCT in trasferta a Roma.

Si presentano Jalabert, Savoldelli, Arashiro e Olano, mentre la maglia gialla Vinokourov conferma la sua già ipotizzata assenza via SMS. È in programma un giro breve sui colli senza fondovalli per scaldarsi, si opta almeno per Casaglia come salita iniziale per non spaccarsi subito le gambe.

Sul più dolce dei colli bolognesi è Olano a prendere subito la testa, imponendo un’andatura comunque non eccessiva. Arashiro lo segue, mentre Jalabert si sfila immediatamente e ricorda al compagno Savoldelli che l’uomo Once per le salite iniziali è lui, sguinzagliandolo sulle piste degli altri due. Savoldelli rientra su Olano, Arashiro si stacca quasi subito, Jalabert è già molto più indietro. In vetta, dopo una scalata non particolarmente combattuta, Savoldelli precede Olano, e alla spicciolata arrivano anche il giapponese e il francese.

Mangia e bevi verso Paderno, con più chiacchiere che colpi di pedale, poi sullo strappo di Paderno è ancora Savoldelli ad avvantaggiarsi e vincere il GPM, mentre Arashiro stavolta supera Olano e Jalabert continua a correre a rimorchio.

Discesa per Via dei Colli e strappetto del Rizzoli a rovescio, ribattezzato GPM “Onalo”. Non trattandosi del versante “Olano”, Arashiro si sente autorizzato a contrastare lo spagnolo e nella prima e unica volatina di giornata è proprio il giapponese a prevalere.

Si svolta a destra e siamo già sui Via di Barbiana, in prossimità dell’ultimo Km. Savoldelli prende qualche decina di metri di vantaggio mentre dietro Jalabert sprona Arashiro ad inseguire. Il francese non può ovviamente tirare all’inseguimento del compagno, ma l’impressione è che non abbia voglia di lasciare per strada una vittoria sicura, a maggior ragione in questo difficile avvio di stagione. In ogni caso Savoldelli non insiste e aspetta il duo franco-nipponico, mentre Olano ha già perso qualche metro dichiarandosi fuori dalla competizione.

Si giunge dunque al tratto più duro con un terzetto al comando, e appena le pendenze si accentuano Jalabert allunga il rapporto, si alza sui pedali e scatta secco. L’attacco del francese è fulminante e il distacco sugli inseguitori si dilata immediatamente. In realtà attorno a metà salita Jalabert paga lo sforzo e si pianta, ma è chiaro che nessuno potrà comunque riprenderlo. Alle sue spalle Arashiro sfrutta l’esperienza e la conoscenza della salita per aver ragione di Savoldelli, mentre Olano, che si era leggermente riavvicinato nel primo tratto ripido, perde nuovamente terreno verso la cima.

Dopo l’arrivo è una sinfonia di piccole lamentele: dalle vie respiratorie di Jalabert al senso vomito di Olano, passando per Savoldelli che si rammarica per non riuscire ancora a dare tutto negli scatti. Ci si tuffa in discesa sulla stessa Via di Barbiana, e dopo un notevole spavento per Savoldelli (rischio di frontale con un’auto mentre stava superando un’apecar) è tempo di saluti e di ritorno a casa.

Nel complesso punticini utili e una vittoria in più nel palmares col minimo sforzo per Jalabert, punti GPM pesanti per il grintoso Savoldelli, buoni segnali da un Ararshiro in ripresa, poco più di un allenamento per Olano.

Appuntamento tra soli 3 giorni per la massacrante 5 colli dei poveri.

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22.05 Bologna-Genio (4 partecipanti, classica media, 8 gpm)

Arrivo: Jalabert, Vinokourov, Perini, Olano

Paderno (GPM 3° cat.): Vinokourov, Perini, Olano, Jalabert

San Vittore (GPM 3° cat.): Vinokourov, Perini, Olano, Jalabert

Rizzoli (GPM Olano) (GPM 1° cat.): Olano, Vinokourov, Perini

Osservanza (GPM 3° cat.): Vinokourov, Perini, Jalabert, Olano

??? (GPM 2° cat.): Vinokourov, Perini, Olano, Jalabert

GPM dei Bidoni (GPM 1° cat.): Perini, Olano, Vinokourov

Cavaioni (Paderno a rovescio) (GPM 1° cat.): Olano, Perini, Vinokourov

Genio (GPM 3° cat., coincidente con l’arrivo): Jalabert, Vinokourov, Perini, Olano

Punteggi generale: Jalabert 24, Vinokourov 18, Perini 14, Olano 11

Punteggi scalatori: Vinokourov 46, Perini 32, Olano 22, Jalabert 19

In vista di Madonna dei Boschi, Olano propone un giro infrasettimanale relativamente corto, ma sui 40km totali ce ne sono 15 di salita vera e una decina con pendenze in doppia cifra.

Rispondono all’appello Jalabert, Vinokourov e Perini. Il francese è in cerca di riscatto dopo il disastroso Criterium e di buone sensazione in vista di una delle sue corse di casa. Gli altri due al Criterium non c’erano proprio, ma con stati d’animo molto diversi: per Vino resta un enorme rimpianto, mentre il fondista-scalatore Perini continua a snobbare la corsa dei Giardini.

Olano ravviva la partenza con una caduta quasi da fermo, non certo la prima in quel tratto di Via Rialto che deve avere qualche strada insidia nascosta…  Breve sosta ai Giardini per sciacquare le abrasioni dello sfortunato corridore spagnolo, e finalmente si parte alla volta di Rastignano.

Un bivio a destra annuncia una salita inedita per il BDCT, uno dei mille modi per arrivare a Paderno. La salita vera dura un paio di km, ma con rampe decisamente dure. Vino e Perini salgono insieme a ritmo regolare, mentre Jalabert fatica a rompere il fiato e perde contatto anche da Olano. Sull’ultimo strappo il kazako stacca leggermente l’italiano e si prende il primo di una lunga serie di GPM, mentre Olano e Jalabert contengono comunque il distacco in termini accettabili.

Dopo la discesa di Via dei Colli è la volta di San Vittore, salita più lunga ma meno ripida che con i suoi tornanti fa da antipasto all’arrivo sul Genio. La scena non è molto diversa rispetto alla salita precedente: Vinokourov e Perini allungano, mentre Olano e Jalabert salgono affiancati, e negli ultimi metri la maglia gialla si avvantaggia leggermente.

Nuova sosta idrica ai Giardini e si riparte: ad attendere il gruppo è la rampa cattiva dell’Osservanza, ma prima c’è il 3-2-1 del Rizzoli, già ribattezzato “GPM Olano”. Su questa insignificante salitella l’incontenibile Vino assaggia un po’ di sano nonnismo nel gruppo, con Perini che lo trattiene per il sellino mentre Olano vola a vincere il suo GPM. Jalabert, totalmente impermeabile a tutto ciò, sta già pensando da tempo a risparmiare ogni goccia di energia per l’ultima salita.

Via dell’Osservanza è forse il singolo chilometro più duro dei colli bolognesi, meno ripido delle Orfanelle ma nel complesso più costante del Meloncello. Vino la aggredisce con uno scatto pazzesco, come solo Botero aveva fatto anni prima, peraltro con risultati discutibili. Il kazako tiene un ritmo altissimo per tutto il primo rettilineo, poi si siede, alleggerisce e rallenta, ma il distacco degli inseguitori è già enorme. Perini sale regolare ringraziando la tripla, Olano e Jalabert ancora una volta salgono insieme, anche se con meno chiacchiere rispetto alle salite precedenti, perché per quanto si vada regolari il 15% è sempre il 15%.

Il gruppo si innesta sul percorso del primo mondiale BDCT, con Vino che scatta ancora sul primo dei GPM (a cui andrà trovato prima o poi un nome…) e lascia fare su quello dei bidoni.

Tra la discesa ripida di Paderno e il successivo strappo dei Cavaioni si crea la frattura che condizionerà come ogni volta il finale di corsa. Olano, consapevole di non avere grosse chanches sul Genio con i 3 avversari odierni, spinge sullo strappetto tanto per allenarsi ancora un po’, Perini lo segue mentre Vinokourov aspetta Jalabert. Nei successivi mangia e bevi e nella discesa di Casaglia le due coppie non si ricompatterano mai. Davanti continuano regolari, senza né spingere né aspettare. Dietro Jalabert, contrarissimo ai frazionamenti prima dell’ultima salita, fa buon viso a cattivo gioco in una situazione che per la Once è comunque favorevolissima, mentre Vino è un signore e non vuole prendere vantaggio sul suo rivale sfruttando la discesa.

Esattamente come l’anno precedente, quando l’arrivo fu addirittura annullato, si arriva all’imbocco del Genio senza il gruppo compatto, ma stavolta il distacco è minimo e la corsa si accende comunque. Vinokourov aggredisce la salita a tutta, marcato stretto da Jalabert. I due saltano a doppia velocità Olano e in breve mettono nel mirino anche Perini. Chiudere gli ultimi 20 metri di vantaggio dell’italiano diventa però durissima, con sia Vino che Jajà che in momenti diversi pagano lo sforzo della tremenda accelerazione iniziale. Metro su metro, il kazako riesce finalmente a riagguantare Perini, mentre Jalabert si stacca una prima volta, rientra sfruttando un falsopiano ma poi torna a perdere metri.

All’imbocco del tratto di tornanti più stretti la svolta: Vino affianca Perini ma non vuole o non riesce a tirare subito dritto, Jalabert sopraggiunge molto più veloce, passa all’interno urlando a Perini di fargli strada (in 3 affiancati sui tornanti del Genio non si passa facilmente…) e si piazza lo scatto decisivo. La maglia gialla si alza sui pedali, stacca di qualche metro Perini, ma non riesce a mantenere il contatto col francese lanciato all’attacco.

Gli ultimi 4 tornanti diventano un calvario per tutti e tre i corridori, che pagano una salita approcciata a un ritmo infernale. Jalabert però ha due tornanti netti di vantaggio e sul Genio due tornanti non si recuperano: il francese vince con una decina di secondi su Vino e qualcosina in più su Perini. Un paio di minuti dopo arriva Olano.

Al di là delle polemiche che infiammano il Processo alla Tappa, allestito per l’occasione proprio in cima al Genio con un grande sforzo organizzativo da parte della RAI, resta un giro molto allenante e paesaggisticamente splendido.

Jalabert coglie la seconda vittoria stagionale, la 4° in carriera sul Genio, torna al secondo posto della generale e sente la forma crescere. Vinokourov è il grande sconfitto dell’ultima salita, ma ha dato spettacolo per tutta la corsa e il suo vantaggio nella classifica dei GPM sta raggiungendo proporzioni preoccupante per tutti gli altri aspiranti alla maglia a pois. In entrambe le classifiche risalgono anche Perini, molto regolare come al solito, Olano in crescita di condizione.

Ora guardano tutti a Madonna dei Boschi con un misto di speranza, fiducia e paura. Domenica torneranno in tanti, tra cui Rominger e Cuapio. A meno di clamorose sorprese si sa già chi vincerà, ma dal 2° posto in giù saranno botte da orbi…

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09.05 Bologna-Montecalderaro (7 partecipanti, classica media, 3gpm)

Arrivo: Cuapio, Fabio, Vinokurov, Jalabert, Perini, Arashiro, Boonen

Cartello Bologna: Jalabert, Vinokurov, Cuapio, Perini

Monte Armato (GPM 4° cat.): Fabio, Cuapio, Vinokurov, Perini, Boonen, Arashito, Jalabert

Cà del Vento (GPM 1° cat.): Fabio, Vinokurov, Perini

Montecalderaro (GPM 2° cat.): Fabio, Cuapio, Vinokurov, Jalabert,

Punteggi Generale: Cuapio 29, Fabio 21, Vinoukourov 20, Jalabert 19, Perini 13, Arashiro 10, Boonen 8

Punteggi Scalatori: Fabio 29, Cuapio 18, Vinokourov 14, Perini 8, Boonen 5, Arashiro 3, Jalabert 2

“Sereno variabile”… non il vecchio programma per pensionati in onda sulla RAI, ma il tempo atmosferico al ritrovo mattutino.

Destinazione mistero. Il cartografo di giornata è Ale Perini che in via Rialto cerca di spiegare il percorso ai partenti, in evidente stato di dormiveglia mattutina.

Al via una new entry, il tanto annunciato quanto (motivatamente) temuto Fabio, al quale occorrerà assegnare un degno soprannome.

Da segnalare una buca clamorosa da parte del Patriarca, che non sente la sveglia e comunica al compagno di squadra Cuapio che oggi dovrà fare tutto da solo.

Partenza ore 10:30, fuso orario Presidenziale. Si spedalicchia fino alla rotondina della Pulce dove dovrebbe trovarsi Boonen. Inutile dirlo, Boonen non c’è. La cosa non stupisce, visti i suoi orari da disco-boy nottambulo ubriacone cocainomane. Il belga viene raccattato poco più avanti, ai piedi di un cavalcavia sulla valle dell’Idice.

Tutti presenti, prendono il via un paio di tirate di Vinokurov e Perini che generano malumori nella pancia del gruppo. Jalabert si chiede se a rendergli faticosa l’andatura sia la strada cosparsa di una specie di bitume colloso come nella pubblicità del polase (o era del Gatorade?) o se Vino e Perini stiano andando veramente forte. A donare sollievo al francese e a tutti quanti ci pensa Arashiro che si porta davanti stabilendo un’onestissima velocità di crociera ai 26 all’ora. A questa “folle” velocità viene superata via monte armato, strada sulla sinistra in cui si sarebbe dovuto svoltare.

Inversione, imbocco della strada giusta e l’asfalto comincia a salire. È uno strappo ripido di un paio di chilometri. Fabio va su col suo passo, Cuapio e Vino provano a stargli dietro. Il messicano si accorge presto che non è il caso e molla subito (primi barlumi di saggezza?). Vino insiste nell’azione, ma scoppia dopo circa un chilometro. Cuapio se ne accorge e rimonta lentamente, senza forzare, scavalcandolo giusto in tempo per conquistare il secondo posto al primo gpm di giornata. Fabio conquista la vetta per primo senza sforzi… ha un allenamento al pomeriggio e ha dichiarato di non voler esagerare. Il resto del gruppo sale con calma e Jalabert stupisce per le sue doti da equilibrista su due ruote quasi ferme. Ci si ricompatta in cima.

Si prosegue su un crinale, su una strada in sali-scendi leggermente dissestata. Paesaggio splendido. C’è il sole, ma fa un po’ freschino. Pochissime macchine.

Al secondo gpm di giornata, Cà del Vento, si danno battaglia Perini, Vino e Fabio, ma lo scrivente non sa dire con precisione come sia andata. Dietro salgono con calma Jalabert e Cuapio e con ancora più calma Arashiro e Boonen.

Si prosegue ancora su un bellissimo crinale dal quale è possibile vedere moltissimi calanchi.

Le poche centinaia di metri che precedono la salita finale sono in discesa e il fondo stradale è decisamente insidioso. Ghiaia e buche la fanno da padrone. Cuapio si porta davanti in discesa, senza spingere, ma con la sola volontà di levarsi di torno possibili compagni di caduta. I pochi metri di vantaggio iniziale coi quali affronta l’ultima salita sono decisivi per mettere in difficoltà Vinokurov, che rientra sul messicano con l’arrembante Fabio, ma paga lo sforzo e non riesce a mantenere il ritmo. A sorpresa nel gruppetto dei migliori non ci sono ne Jalabert ne Perini, attardati fin dai primi metri e troppo pigri per svolgere un’azione simile a quella del Kazako. Arashiro e Boonen salgono col loro ritmo, il primo per non sforzare il ginocchio, il secondo per volontà del fegato, che implora pietà e promette vendetta.

Fabio fa il ritmo e Cuapio gli succhia la ruota sapendo di non doversi staccare. Dopo un primo tratto ripido la salita spiana e si affronta un lungo falsopiano. Dopo un altro paio di curve la strada comincia a scendere e Cuapio, che per una volta ha ascoltato e recepito la descrizione del percorso fatta da Perini, sa che il cartello è vicino. Come da regolamento BdCT il messicano non spinge in discesa, ma si porta preventivamente davanti, sfruttando l’inesperienza di Fabio, nettamente più forte su tutti i fronti. È così che il cartello, annerito da fumi tossici o dalla cagata di un condor gigante, viene raggiunto con Cuapio in testa che da un leggero colpo di reni, più scenico che altro. A pochi metri, Fabio. Alla spicciolata raggiungono l’arrivo anche tutti gli altri, ma anche in questo caso non si  possiedono molti dettagli (chi vorrà aggiungerli è libero di farlo).

Segue un tratto di discesa abbastanza tecnica, con strada sconnessa che provoca una foratura di Perini. Raggiunta la via Emilia minaccia pioggia e si scelgono gli stradelli Guelfi, meno trafficati. Andatura tranquilla per il rientro a Bologna, ma Arashiro va in crisi di fame. Ci si ferma a un bar mentre Fabio prosegue per problemi di orario. I chilometri di avvicinamento a Bologna sono affrontati ad andatura da graziella, ma la cosa non dispiace a nessuno. Boonen saluta il gruppo a Ozzano.

Dopo lunghe discussioni sulla collocazione del cartello Bologna si stabilisce che la volata si farà dopo la rotonda degli arbitri. È lì che, dopo aver creato un piccolo ingorgo di macchine a causa della lentezza tattica dei corridori, scatta l’attacco da parte di Jalabert che, con forza ed esperienza, doma tutti gli avversari, compreso il sempre più temibile Vinokurov. Cuapio, preso in contropiede dall’azione si fa sfilare anche da Perini, ma sa reagire, rimontare e superarlo a pochi metri dal cartello, conquistando così la terza piazza.

Seconda vittoria di stagione per Cuapio, terza in carriera. Le esternazioni di vari membri del gruppo confermano il brillante stato di forma dell’atleta centro-americano. Grande esordio di Fabio, che darà sicuramente filo da torcere ai big del BdCT. Vinokurov in forma stabile, paga forse la ripidità degli strappetti, non proprio il suo terreno di battaglia. Jalabert fantasma, se non fosse stato per l’exploit finale al cartello Bologna. Arashiro in difficoltà (comprensibile) nel finale, essendo la sua prima uscita seria dopo mesi di inattività. Boonen non incisivo in termini di classifica, ma impressionante per capacità di recupero da sbornie e poche ore di sonno. Perini in piena fase di allenamento, non in giornata per sostenere il ritmo dei migliori si distingue per la sua elevata energia propositiva.

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01.05 – 5 colli (8 partecipanti, doppia classica lunga con punti partecipazione doppi, 7 gpm)

Arrivo Monghidoro: Vinokourov, Cuapio, Ten Dam, Savoldelli, Olano, Boonen, Perini, Jalabert

Arrivo Monte Donato: Vinokourov, Cuapio, Ten Dam, Perini,  Savoldelli, Boonen, Olano, Jalabert

Strappeto di Zena (GPM 1° cat.): \\\

Larabella (GPM 3° cat.): Vinokourov, Savoldelli, Olano, Cuapio, Boonen

Pinazzuoli (GPM 2° cat.): Vinokourov, Savoldelli, Cuapio, Ten Dam

Monghidoro (GPM 4° cat.): Vinokourov, Cuapio, Ten Dam, Savoldelli, Olano, Boonen, Perini

Livergnano (GPM 1° cat.): Ten Dam, Vinokourov, Perini

Pieve del Pino (GPM 1° cat.): Vinokourov, Perini, Cuapio, Ten Dam, Boonen

Monte Donato (GPM 1° cat.): Vinokourov, Cuapio, Ten Dam

Punteggi: Vinokourov 76, Cuapio 60, Ten Dam 48, Savoldelli 36, Perini 35, Boonen 34, Olano 33, Jalabert 28

Punteggi GPM: Vinokourov 51, Cuapio 24, Ten Dam 17, Savoldelli 17, Olano 9, Perini 8, Boonen 5,

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25.04 Bologna-Monzuno (5 partecipanti, classica media, 1gpm)

Arrivo: Rominger, Vinokourov, Simoni, Morotti, Ten Dam

Cartello Bologna: Vinokourov, Rominger, Simoni, Ten Dam

Monzuno (GPM 4° cat.): arrivo

Della serie “pochi ma buoni”…

Causa spostamenti meteo, causa lavoro, causa festa della liberazioni, causa non ho letto la mail, causa sono al mare con i nonni, causa il mio criceto deve partorire da un momento all’altro..causa cause, alibi, giustificazioni valide o meno; alle 10,30 in via Rialto si presentano in 5 per la prima grande sfida in salita dell’anno.

Finite le classiche storiche, ma ormai poco impegnative, finiti i gpm detti di terza categoria solo per il loro significato emotivo; si inizia a fare sul serio e con uno dei gruppi (considerando il valore medio per corridore) più forti di sempre. Finalmente dopo anni in cui l’arrivo a Monzuno era diventato una farsa o tutt’al più una tragicomica sfida fra seconde linee, sarà gara vera.

Rominger, nonostante le 4 ore di sonno e l’alcool ancora da smaltire, non può che caricarsi all’idea di una nuova sfida con il rientrante Simoni (il mattatore del BdCT 6) e nello stesso tempo tutti, lui per primo, sono curiosi di testare la forma del grande Vinokourov di inizio stagione. Morotti e Ten Dam completano il gruppo nell’apparente ruolo di gregari, ma si sa bene che entrambi hanno le gambe e la testa per giocarsi sempre le proprie carte e il loro eventuale sacrificio sarà solo temporaneo.

Si parte così verso l’orrenda Porrettana, senza mai formare una fila ordinata, ma tenendo comunque una buona andatura; mancando completamente la categoria dei succhia ruote, sembra quasi che stare in scia sia un segno di debolezza e fra buchi, affiancamenti, sorpassi e scattini nessuno accetta di stare più di 2 minuti dietro. Vino è decisamente il più generoso davanti mentre Gibo adotta la sua classica tecnica di lasciarsi sfilare per poi risalire il gruppo. Solo la salita mette ordine e lascia trasparire un po’ di tattiche di squadra.

Alla prima rampa è subito la LIQUIGAS a farsi notare; al povero Ten Dam (costretto a girare su una bici Saunier sabotata) salta la catena e il suo generoso compagno Simoni non può che fermarsi a dargli una mano.

Rominger già scalpitante tira dritto seguito dagli Astanda un po’ perplessi sul da farsi; lo svizzero odia i contrattempi quando è lanciato verso una vetta, ma comunque aspetta di rivedere avvicinarsi Simoni prima di scattare per tentare l’allungo in solitaria.

La salita alterna continui cambi di pendenze e spesso consente ai vari gruppetti di vedersi; dietro al fuggitivo l’Astanda si organizza e l’ingegner Morotti fa il ritmo a Vinokourov nei tratti di strada meno ripidi, mentre Simoni si mantiene a stretto contatto, ma mai senza riuscire a ricucire il gap iniziale.

Rominger davanti continua a spingere e a rilanciare ogni volta che la strada spiana un po’ e solo in prossimità di selva girandosi vede il vuoto che gli consente di affrontare con tranquillità le ultime terribili rampe.

Dietro intanto si accende la sfida per il secondo posto, con Vino che lascia il fido Morotti e si invola verso una meritatissima maglia gialla e Simoni che, nonostante le sue doti da scalatore, riesce solo a recuperare il terzo posto di tappa. Chiude Ten Dam, onorando questa prima vera salita con una bici a dir poco in pessime condizioni.

La pausa è lunga e meritata e il ritorno è di nuovo all’insegna dello spreco di energie (con scatti e contascatti fino ai 55 km\h) e della disorganizzazione.

Il Cartello per una volta è combattuto da tutti, con un primo attacco da parte di Ten Dam tagliando l’incrocio in pieno stile Botero (anche se in realtà Botero di solito non frena e prosegue per qualche metro in contromano per non perdere velocità) e un inseguimento a tre che lancia la volata proprio dove una macchina si ferma in mezzo alla strada; Vinokourov la prende per primo e passa a destra mentre Rominger è costretto ad allargare e a passare a sinistra perdendo 5 metri incolmabili contro un kazako scatenato (che nel pomeriggio andrà anche a prendersi la liegi-bastogne-liegi).

Chiusa la prima vera gara dell’anno, la prossima settimana c’è la 5 colli..preparate le scuse:

“Io sono a berlino”

Zeno, alias Tony Rominger

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18.04 Bologna-Quinzano (7 partecipanti, classica media, 3gpm)

Arrivo: Jalabert, Vinokourov, Cuapio, Olano, Sirio, Sastre, Boonen

Cartello Bologna: ///

Strappetto di Zena (GPM 1° cat.): Vinokourov, Olano, Sirio

Larabella (GPM 3° cat.): Vinokourov, Cuapio, Sastre, Sirio, Jalabert

Pinazzuoli (GPM 2° cat.): Vinokourov, Jalabert, Cuapio, Sirio

Punteggi Generale: Jalabert 27, Vinokourov 21, Cuapio 17, Olano 14, Sirio 12, Sastre 10, Boonen 8

Punteggi Scalatori: Vinokourov 19, Cuapio 8, Jalabert 5, Sirio 4, Sastre 4, Olano 2

Ritrovo di partenza non esattamente baciato dal sole e dal caldo, ma tutto sommato viste le premesse dei giorni precedenti nessuno si lamenta del meteo. Come troppe altre volte in questo scorcio di stagione, la maglia gialla non si presenta alla partenza. La Once supplisce all’assenza di Perini con Jalabert (maglia gialla in pectore) supportato da Boonen e Sirio. La Saunier è orfana di Rominger ma si presenta ugualmente con uno squadrone: accanto ad Olano e da un Cuapio spronato in settimana dal capitano, ricompare infatti anche Carlos Sastre. Per l’Astanda arriva un forfait all’ultimo minuto di Morotti, ma il brillantissimo Vinokourov di inizio stagione è pronto a tenere alta la bandiera. L’assenza di Ten Dam elimina totalmente la Liquigas dalla partita.

Niente di particolare da segnalare in Val di Zena: Olano tira forte ma non esagera, Cuapio e Vinokourov fanno il loro e il gruppo non solo resta compatto ma mantiene anche discretamente la fila.

Lo strappetto è approcciato in testa da Jalabert, ma si sa che il francese non ama spingere sulle salite intermedie. Ci pensa così Olano ad aumentare il ritmo seguito da Vinokourov. Il kazako passa agevolmente lo spagnolo prima della cima, un volitivo Sirio va a prendersi il terzo posto e il resto del plotoncino (compreso un Cuapio inaspettatamente saggio) preserva le energie. Nel successivo mangia e bevi la Once propone qualche brano di tattica Liquigas, con Sirio che comanda il terzetto di testa e Boonen che traina gli inseguitori per riportare sotto Jalabert, ma in realtà l’andatura è bassa ed è chiaro che la corsa deve ancora cominciare.

Niente sosta a Zena, tirata “regolare” di Jalabert nel falsopiano e si arriva all’imbocco della salita di Larabella. Raramente una salita è stata affrontata in modo così tranquillo dal BDCT, per un attimo si ha addirittura l’impressione che il gruppo di 7 possa rimanere compatto per tutta la salita. Quando Vinokourov aumenta impercettibilmente l’andatura si crea il primo buco, con Boonen e Olano attardati. Poche centinaia di metri dopo è la volta di Jalabert, che innesta il proverbiale rocchetto da 30 e si sfila. Per la Once l’uomo deputato ai GPM intermedi è chiaramente Sirio, ma nella seconda parte di salita anche lui inizia a soffrire il ritmo di Vinokourov, che vedendo Jalabert attardato ha ulteriormente accelerato. Come tante altre volte, il gruppetto di testa non ha ben chiaro dove finisca la salita di Larabella, così, per non saper né leggere né scrivere, il kazako decide di  non mollare mai la prima posizione e vince il GPM seguito da Cuapio e da un Sastre al solito brillante ma poco competitivo. Alla spicciolata arrivano Sirio, Jalabert, Boonen e Olano. La maglia a pois è già aritmeticamente sulle spalle di Vino, ma è chiaro che non è quello l’obiettivo di giornata dell’uomo Astanda…

Si riparte e siamo già negli ultimi 5 km, dove staccare Jalabert non è più così facile. Così Boonen si piazza in testa e tiene il gruppo compatto, è chiaro che sono gli altri a dover attaccare. La determinazione di Vinokourov fa paura, e ci si chiede come giocherà le sue 3 carte la Saunier, con un Sastre ancora fresco, un Cuapio potenzialmente adatto ad un arrivo per scattisti e un Olano che sulle pendenze morbide dei Pinazzuoli potrebbe anche trovarsi a suo agio.

Dopo una fase di studio, con Boonen sempre in testa e Jalabert incollato alla ruota di Vino, è Perez Cuapio ad aprire le ostilità con uno scatto secco da dietro, addirittura con la moltiplica grande. Vinokourov risponde bene, Jalabert è sempre lì. Si forma un terzetto che prende subito un margine netto sul resto del gruppo. Dopo lo scatto Cuapio rallenta l’andatura, tocca a Vinokourov  aumentare il ritmo. Jalabert è sempre appiccicato alla ruota del kazako, mentre il messicano sembra pagare leggermente lo sforzo ma riesce comunque a non perdere contatto.

Scollinamento, discesa con una sola curva che difficilmente può fare danni, e siamo già alle ultime centinaia di metri. Sarebbe un finale incerto, con 3 corridori di livello simile e tutti discretamente veloci. La differenza è che Jalabert conosce e ricorda ogni centimetro di strada verso Quinzano, mentre Vinokourov è all’esordio e non conosce l’arrivo, e Cuapio come da copione non ha ricordi vivissimi… Così dopo l’ultima curva a destra Jalabert innesta il rapporto duro (forse anche troppo…), lancia una lunga volata tutta sui pedali e vince con un certo margine. Vinokourov stavolta non riesce ad impensierire più di tanto il francese ma mantiene il secondo posto sulla rimonta tardiva di Perez.

Alle spalle del terzetto, e neppure troppo staccati, arrivano gli altri: Olano d’esperienza beffa Sirio per il 4° posto, Sastre arriva 6° ma fresco come al solito e Boonen si deve accontentare del 7° posto.

Dopo una scaramuccia di puro orgoglio sul Muro del Poggio, con Vinokourov spumeggiante, è tempo di pranzare (mangiata accettabile ma non pantagruelica come altre volte) e di ripartire alla spicciolata. È a questo punto che Sastre piazza il carico da 11, annunciando di voler fare un salto a Ca’Bortolani (per chi non lo sapesse, da quinzano ci sono 3 crinali da scavallare, poi 7 km di salita medio-dura per trovarsi alla fine a 50 km da Bologna). A chi scrive non è dato sapere se il grande fondista spagnolo abbia coronato la sua folle impresa…

Per gli altri pomeriggio più standard, con Olano che guida un primo drappello verso Bologna per poi passare il pomeriggio a guardare contemporaneamente il Bologna e l’Amstel. Jalabert e Boonen aspettano invece l’arrivo in macchina del lavoratore Rominger (che collassa sulla poltrona tentando invano di seguire l’Amstel) e del convalescente Botero (che si fa comunque riconoscere dando fondo alla riserva di gelati senza glutine del cugino ciliaco di Jalabert) per poi tornare nel tardo pomeriggio. Ovvio che in questa situazione non si possa assegnare un cartello Bologna, d’altra parte per un motivo o per l’altro la corsa di Quinzano è storicamente priva del traguardo al ritorno.

Jalabert eredita la maglia gialla del compagno Perini e, senza mostrare una particolare condizione, coglie comunque la prima vittoria stagionale su un traguardo prestigioso e a lui molto caro. Vinokourov, abbandonato dalla squadra, conferma la grande forma di inizio stagione, acquisisce un margine notevole nella classifica GPM e dà appuntamento a Jalabert alla prossima volata. Prestazione compatta ma un po’ inconcludente della Saunier, con un Sastre fortissimo ma non proprio a suo agio nei meccanismi competitivi del BDCT. Per la Once un Sirio combattivo e in continua crescita e un Boonen molto lontano dalle sue giornate migliori ma sempre notevole uomo squadra.

Appuntamento a Monzuno, dove la musica potrebbe e dovrebbe cambiare: Rominger deve lavare l’onta di una delle sue peggiori sconfitte, dalla Francia torna Simoni e si conta anche sulla presenza di Morotti. L’impressione è che per i protagonisti di Quinzano e attuali leader delle classifiche rischi di essere gara per il 4° posto…

Alvin, alias Laurent Jalabert

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10.04 Bologna-Monteveglio (7 partecipanti, classica media, 2gpm)

Arrivo: Rominger, Perini, Jalabert, Ten Dam, Olano, Sirio, Mariani

Cartello Bologna: Jalabert, Ten Dam, Olano, Perini

Montemaggiore (GPM 3° cat.): Rominger, Jalabert, Perini, Ten Dam, Sirio, Olano

Monteveglio (GPM 3° cat.): arrivo

La bufera dei cambi d’orario non risparmia neanche la più classica delle classiche medie; il primo appuntamento con l’arrivo posto oltre i 30 chilometri, ma soprattutto il primo appuntamento con il 14% di Montemaggiore.

Nonostante, rispetto alle stagioni passate, la puntualità sia decisamente migliorata, le partenze BdCT rimangono una delle fasi più delicate e di difficile interpretazione della corsa; da preparare con perizia ed acume tattico, controllando la posta elettronica fino all’ultimo minuto e tenendosi pronti a rispondere a ogni eventuale attacco.

E così, nella classica gara già segnata in partenza, anche la corazzata Saunier palesa i suoi limiti, con Olano che costringe Rominger a una sveglia proibitiva dopo una notte di baldoria, e Rominger che taglia fuori Mariani inviando svariate mail di cambio orario ad orari sempre più proibitivi per il lavoratore trentenne.

Problemi di partenza a parte, la storica Bologna-Monteveglio parte anche quest’anno in un clima poco competitivo, con una maglia gialla comoda comoda per Perini, una vittoria comoda comoda per Rominger e un cartello Bologna abbastanza comodo anche per Jalabert.

Neanche Montemaggiore pare poter accendere la miccia; gli storici lottatori Botero e Cuapio (che qui colse il suo primo grande successo) non ci sono, e il 25 montato da Rominger lo costringe ad un ritmo che il 30 di Jalabert non può seguire. Dietro gli altri seguono con il loro ritmo, affrontando la fatica in silenzio, come se stessero cercando un accordo pacifico con quel maledetto ultimo rettilineo. Quindi niente svenimenti, nessuna bestemmia (neanche un Soccmel), nessuna esultanza, nessuna banana infilata a forza in bocca all’eroe di giornata.

Oggi non è giornata da aneddoti e fortunatamente anche la discesa ce li risparmia (leggi: curva in cui Olano decise di andare ad arare un po’ i campi); così l’avvicinamento alla base dell’ultima ascesa è più sornione che mai e anche lo scatto di  Rominger è meno deciso del solito. Perini lo tiene fino al secondo tornante, ma poi perde piano piano terreno e si lascia riprendere dal suo capitano nel falso piano, per una passerella ONCE verso la riconquista della maglia gialla.

Il solido Ten Dam non si lascia impensierire da Olano, che a sua volta tiene senza problemi la posizione su Sirio.

Il povero Mariani (vittima della confusione pre-partenza) nel mentre è segnalato a circa un’ora dal gruppo; per lui sarà il primo confronto con Montemaggiore, peccato non aver potuto assistere al suo calvario.

Rominger da buon capitano, e sentendosi un po’ in colpa per la confusione creata, lo aspetta; gli altri ripartono e a questo punto, con Olano che dichiara di astenersi dalla volata sul cartello su cui già cadde una settimana fa, per Jalabert il cartello Bologna diventa comodo comodo.

Zeno, alias Tony Rominger

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03.04 S.Lorenzo in Collina (6 partecipanti) classica corta (1 gpm: 3°cat)

Arrivo: Vinokourov, Perini, Olano, Ten Dam, Boonen,

Bologna: Perini, Vinokourov, Ten Dam, Boonen, Arashiro, Olano

Punteggi giornata: Vinokourov 19, Perini 17, Olano 12, Ten Dam 9, Boonen 7,Arashiro 6

Scalatori: Vinokourov 10, Perini 6, Olano 4, Ten Dam 2, Boonen 1

Alla memoria di Abraham Olano,

errare humanum est“.

Lucio Anneo Seneca (4 a.C. – 65 d.C.)

Confrontarsi con il primo resoconto della stagione, redatto da un ispiratissimo Cuapio, con l’epos di una giornata già divenuta leggenda non è compito facile. La sorte beffarda e crudele (incarnata neanche a dirlo dallo Zio Borgia) ha però serbato per questa seconda uscita ulteriori audaci imprese che con sommo onore m’accingo a cantare (leggi: devo per forza scrivere..).

Già dallo scambio di mail che ha preceduto il ritrovo s’intuisce che la giornata non vedrà né il numero né la qualità di corridori che aveva contraddistinto il roboante avvio di stagione. Tuttavia, come una settimana prima, chi aveva inizialmente fissato ora e luogo di ritrovo opta per una modifica dell’ultimo momento. Se la volta scorsa era stato Botero, questa volta è Olano a pretendere un cambio d’ora che suona al contempo come una già vista trovata di pretattica e come un sinistro presagio.

Non fa nemmeno in tempo a giungere il primo raggio di sole, tiepida sveglia della vigilia di Pasqua, che il suono di un cellulare e la voce rotta di un’inconsolabile Ten Dam, turbano ad uno ad uno i corridori: il carro posteriore del fidato mezzo dell’olandese è rotto, l’incredulità lascia spazio alla rabbia per ciò che non è possibile accettare. L’evento infausto non fa però altro che spronare il nostro a fare appello a tutte le sue energie pur di poter prendere parte alla tenzone.

Dopo un ritrovo in Via Rialto colmo di interrogativi è il generoso Jalabert a coprirsi lodi promettendo via telefono la propria bici, compagna di mille vittorie, allo sfortunato Laurens il quale dimostra che, a costo di guidare un mezzo ignoto, lui sarà della partita.

Da via Castiglione partono dunque Perini, Arashiro, Vinokourov e Boonen, diretti verso il Presidente che li attende ai piedi di S.Luca. Il ritardo e il relativo appuntamento con Ten Dam lungo la strada mettono subito in mostra tutta la comprensione e l’altruismo che hanno fatto di Olano una stella nel firmamento dell’arte mediatoria.

Si parte quindi con piglio deciso lungo una strada colma di rotonde, buche, traffico, suv senza freccia e rossi che chiedono solo di essere stracciati. Il ricongiungimento con Ten Dam, forte della Specialized più temuta nelle volate (non me ne voglia Arashiro..) avviene prontamente e si comincia a fare un po’ più sul serio via via che ci si allontana dal contesto cittadino. Un buon ritmo e cambi regolari conducono un gruppo compatto alle pendici dell’unica asperità di giornata.

Fin da subito Vinokourov imprime il suo ritmo all’ascesa ma neanche giunto a metà salita cede il passo a un Perini che non sembra sentire la catena e che affronta ogni tornante cercando la massima pendenza quasi a sfidare il kazako. Il resto del gruppo si va via via sfilacciando. Olano le prova tutte per rimanere con i battistrada conscio che, da pivellini quali sono, sarebbero facili prede in caso di arrivo allo sprint dei suoi poderosi polpacci forti della conoscenza assoluta del tracciato. Le previsioni del Patriarca si rivelano più che giuste quando i primi due, ancora appaiati scorgono all’ultimo momento il cartello dell’arrivo dando vita ad una volata improvvisata che vede prevalere Vinokourov su un Perini che dopo una leggera sbandata si ritrova con le ruote ai margini della strada, manovra che gli costa oltre alla volata anche una foratura.

Sulla sommità giungono nel giro di poco Olano, giustamente rammaricato ma autore di una prova strepitosa, lo stoico Ten Dam, inarcato sul mezzo faticosamente reperito, Boonen ancora lontano dallo stato di forma che ha mostrato in passato e Arashiro. Quest’ultimo paga ancora la forzata immobilità che lo ha accompagnato sin dal post Berlino, ma proprio per questo fornisce nuovamente l’esempio di come le avversità non siano in grado di piegare la ferrea volontà del giapponese di tornare il ciclista ammirato sulla Raticosa.

Riparata la foratura il gruppo opta per tornare sui propri passi e procede spedito sulla stessa strada battuta all’andata. È grande la voglia di Olano di rifarsi sul traguardo del cartello Bologna, che ancora una volta conosce meglio di chiunque altro. Non sono è da meno il resto del gruppo che dopo essersi accordato per non tentare alcuna azione fino a Casalecchio si trova a fare i conti con uno scatenato Ten Dam che tenta in tutti i modi di spaccare il plotone. Si arriva così all’ultimo chilometro. La concentrazione è al massimo e il passaggio in testa di Olano sancisce lo spezzettamento del gruppo che perde Arashiro, Boonen e seppur di poco anche Ten Dam. Il Presidente è pronto alla resa dei conti con Perini e Vinokourov e già pregusta la vendetta.

Sono momenti concitati, attimi che paiono secoli a causa della fatica che sopraggiunge. Olano è in testa, ultima semicurva a destra che cela il traguardo, indurisce il rapporto e si prepara a scatenare le sue leggendarie cosce starccia-pantaloncini. Perini gli è alle calcagna, Vinokourov si sposta all’esterno per avere strada libera. Ultimi cinquanta metri. Sono a tutta.

Poi, il disastro. Olano perde per un istante aderenza con la ruota anteriore, quando la riacquista il manubrio è girato quel tanto che basta a impuntarsi. La caduta è violenta, Perini miracolosamente non coinvolto precede Vinokourov sul traguardo ma subito si riportano, assieme al sopraggiunto Ten Dam sul veterano Saunier che giace sul manto stardale pesantemente escoriato e tumefatto ma intero.

La volata è persa. Il casco spezzato. L’orgoglio intatto.

Poco tempo e grazie al pronto intervento di una perfetta sconosciuta (gentilissima), incapace di resistere al fascino del Patriarca, il ferito viene ricondotto a casa dove lo attendono premurose cure. Ancor più beffardo il fato se si considera che la giornata rappresentava l’anniversario della coppia presidenziale.

Resta nel gruppo il dispiacere per l’accaduto, la sensazione di persecuzione da parte dei numi del BdCT e la paura di dover, per qualunque motivo, un giorno, dover chiedere una modifica al ritrovo.

Giulio, alias Alexandre Vinokurov

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28.03 Zena (18 partecipanti) classica corta (1gpm: 1°cat)

Arrivo: Cuapio, Perini, Olano, Ten Dam, Mariani

Bologna: Jalabert, Ten Dam, Olano, Vinokourov

Strappetto di Zena: Cuapio, Perini, Olano

Punteggi giornata:

Cuapio 28, Perini 24, Olano 24, Jalabert 23, Ten Dam 23, Mariani (identità???)19, Vinokourov 19, Osvaldo (???)18, Breschel 18, Cancellara 18, Auri (Pelliccioli?) 18, Alice (???) 18, Rominger 18, Morotti 18, Boonen 18, Arashiro 18, Gonzales 18, Botero 18

Scalatori:

Cuapio 3, Perini 2, Olano 1

Dedicato a Santiago Botero,

La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta.

Confucio (551-479 a.C.)

Doveva essere l’uscita dei record. E così è stato, anche se nessuno se ne aspettava tanti e di una portata così significativa: prima uscita con 18 partecipanti (di cui 4 ragazze), prima frattura ossea (palmares che avremmo mantenuto volentieri illibato), prima maglia gialla in carriera per Cuapio, primo figlio annunciato del Presidente Olano.

La super classica Bologna Zena, nella sua apparente facilità e innocenza, anche quest’anno, e forse più di ogni altro, ha saputo riservare sorprese incredibili.

La corsa inizia ufficialmente alcune settimane prima del 28 marzo 2010, giorno designato per l’avvio di stagione. Le squadre si sfidano a colpi di pretattica, definita dal capitano ONCE addirittura “disgustosa”. Dalle voci che iniziano a circolare sembra che ad Olano abbiano amputato un arto inferiore, che l’Ing. Morotti sia pronto per aggiudicarsi la maglia nera, che Vinokurov sia terribilmente obeso a seguito di una vittoria nel campionato Kazako di “sollevamento forchetta” e che Cuapio abbia la febbre gialla. I big tacciono.

La sera prima del ritrovo, fissato per le 10 del mattino, è Botero a lanciare un’ultima – raffinatissima  - strategia di pretattica. Visto il cambio d’ora, da solare a legale, il colombiano propone di posticipare alle 10:30 il ritrovo, quando era stato lui stesso, pochi giorni prima, a richiedere un appuntamento puntuale per le 10. La confusione che si genera è scontata. Volano imprecazioni e insulti via mail e i nervi dei più competitivi sembrano saltare. Botero si sfrega le mani soddisfatto.

Sorge l’alba del grande giorno e i corridori si presentano alla spicciolata tra le 10 e le 10:30. Dopo i primi saluti in una via Rialto bloccata al traffico automobilistico a causa dell’arrivo incessante di sempre più corridori cominciano a risuonare le note jazz di Gonzales, attratto come una calamita al pianoforte. C’è chi va a fare colazione, chi cerca di raccapezzarsi sul funzionamento della pompa decathlon blu e grigia e chi si interroga su come stare in equilibrio su una bici da corsa, viste le poche esperienze pregresse. La partenza sembra destinata a un ritardo epocale quando all’improvviso, finiti i preparativi, la voglia di pedalare comincia a farsi sentire e il gruppo freme per mettersi in moto. Foto di rito con una digitale (dalle doti di un portentoso grandangolo) di Davīde che ci prende tutti e 18 e via, si parte.

Uno sciame di bici degno di una critical mass imbocca via castiglione, ignorando bellamente la ciclabile a disposizione sulla sinistra. È la premessa di una grande stagione e l’orgoglio di Jalabert, soddisfatto come una nonna papera per aver messo al mondo una prole di pulcini che odia le mini-corsie appestate di bambini e paletti assassini e ama, invece, le lingue di asfalto ampie, lisce e, possibilmente, trafficate.

L’immissione sui viali da Porta Castiglione è scenografica. Il BdCT si impone alla vista di tutti con una miriade di colori, biciclette e stili di pedalata differenti. Il gruppo scivola dolcemente sull’asfalto, ma la parte poetica è destinata a finire già a porta Santo Stefano, quando il gruppo comincia a frazionarsi. All’imbocco di via degli Orti, circa al km 1 della corsa, parte la prima fuga della stagione. Gli uomini in fuga sono Olano e Cuapio. Il messicano sprona il compagno di squadra dicendo, per scherzo, “dai che è buona!”, e la risposta è una ovvia risata accompagnata da un commento di spiegazione: “sto davanti perché è pericoloso stare in gruppo quando si è in molti”. Olano dona al BdCT la sua prima profezia e Cuapio ascolta le sagge parole, cercando di assimilare ogni insegnamento del Presidente.

Il capitano ONCE Jalabert coordina magistralmente i suoi uomini, annusa il pericolo e manda un suo uomo in avanscoperta. I due uomini Saunier vengono riagganciati in Viale Roma dal Duca di Benidorm, Ale Perini.

Il gruppetto di testa prosegue tranquillo, senza forzare, tenendosi semplicemente a distanza dalla confusione delle 15 unità che affollano le retrovie. Alla rotonda in fondo a Viale Roma si unisce alla corsa l’Ing. Morotti, in arrivo da Pianoro, mentre a Farneto è Ten Dam a salutare il gruppone per unirsi alla fuga.

Il distacco aumenta e i fuggitivi avanzano continuando a voltarsi. Ai laghetti dei castori la distanza è tale da non consentire ormai il contatto visivo tra i due gruppi. Perini comincia ad interrogarsi sull’eticità dell’azione, vista la partecipazione alla corsa di corridori freschi d’esordio (o quasi), mentre gli uomini Saunier non sembrano avere dubbi: se una fuga parte, parte!

Poco prima del mini-gpm di giornata arriva la notizia. Radio-corse si mette in contatto con Olano e informa lo spagnolo della caduta di Botero e di un’ambulanza in arrivo. Seguono momenti di incertezza sul  da farsi, frasi di solidarietà per il colombiano, ma quando i giudici di gara danno il via libera per proseguire, in testa torna la concentrazione per il cartello Zena che si avvicina.

Sul Gpm è Olano a tentare l’allungo. Perini e Cuapio restano a ruota, mentre Ten Dam si stacca. A una trentina di metri dalla vetta Cuapio indurisce di un paio di rapporti, si affianca al compagno di squadra e gli chiede l’ok per andare a conquistare i 3 punti. L’ok arriva, Perini non fa in tempo a rendersene conto che sono già tutti in cima. Nell’ordine: Cuapio, Perini, Olano, Ten Dam.

Dopo la discesa e il tornante a destra, sempre insidioso, il gruppetto torna compatto e prosegue a un buon ritmo, non ancora sostenuto. Si porta in testa Ten Dam, che sfoggia una strategia spaccagambe suicida. Ingrana un 53-13 (o qualcosa di molto simile) e procede in pianura facendo ogni tanto la “biscia” come fosse in salita. Pedalate al minuto, non più di 15. Perini, in fondo al gruppo, prosegue invece fin troppo agile con il 39. Olano controlla mettendosi in scia a Ten Dam e Cuapio, dietro al compagno di squadra, osserva e capisce che è giunto il momento di raccogliere le energie, ingranare il 53 e cominciare a respirare a fondo in vista dello sprint finale. A poche curve dal cartello il ritmo aumenta leggermente. Alla penultima curva Ten Dam rompe gli indugi e tenta una progressione, ma Olano gli sta a ruota, seguito da Cuapio. Perini è colto alla sprovvista e ingrana in ritardo il 53 perdendo qualche metro. In uscita dall’ultima curva Cuapio piazza lo sprint, ma nel momento del massimo sforzo la scarpetta sinistra si stacca dal pedale. Il messicano è colto dal terrore di non riuscire a farcela, nella giornata in cui tutte le condizioni si erano mostrate favorevoli. Dopo un sonoro “No!” che comporta un sensibile rallentamento da parte degli avversari, quasi spaventati come se fosse accaduto qualcosa di grave, Cuapio riattacca velocemente la scarpetta e continua nell’azione, sfruttando un inaspettato effetto contropiede. Con quattro pedalate stacca tutti e mette una decina di metri tra sé e gli altri pretendenti alla vittoria. Il cartello si avvicina e Cuapio si volta a ripetizione, memore delle clamorose fregature raccolte in passato.

Davanti la scritta Zena che si fa sempre più nitida (da quest’anno il messicano soffre di una leggera miopia) e dietro un italiano, uno spagnolo e un olandese che si mantengono a distanza. È questa l’immagine che Cuapio fa propria per suggellare la sua seconda vittoria in carriera e la sua prima maglia gialla.

Gaga, alias Julio Alberto Perez Cuapio

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Inizio stagione ciclistica 2010

I pronostici per la super classica Bologna-Zena

Venerdì 19 marzo 2010

La miccia è stata accesa. L’inizio della stagione ciclistica 2010 si avvicina e le squadre hanno già cominciato a darsi battaglia con raffinate tecniche di pretattica.

Vediamo nel dettaglio chi, a seguito della preparazione invernale, si presenta tra i favoriti per aggiudicarsi la prestigiosa super classica di Zena.

Capitan Rominger è come sempre in prima fila, nonostante la mancanza in Saunier del gregario Olano per infortunio. Sarà Cuapio a tentare di dargli una mano. La condizione del messicano è oggetto di scommesse da parte dei bookmakers e nessuno sa bene cosa aspettarsi. Cunego non sarà presente e la mancanza del suo ritmo irregolare spacca-gambe regalerà sollievo allo spirito di tutto il gruppo BdCT, oltre ad una giornata senza rotture di catena.

Per la ONCE il capitano Jalabert si dichiara, come ogni anno, fuori forma nonostante gli allenamenti segreti che svolge quotidianamente per recarsi a lavoro: 30 km sulle strade di Bologna e dintorni con scatti a ripetizione in vista dei cartelli. Il gregario Tom Boonen sembra essersi tirato preventivamente fuori dai giochi, annunciando la partecipazione a 4 feste di laurea a poche ore dal via della gara. Gonzales è in ritiro a Londra per allenamenti in pedalò sul Tamigi, mentre lo squalificato Valverde è al confino su un’isola Greca non meglio identificata. Jalabert insomma non potrà avvalersi dell’aiuto dei compagni di squadra ma questa non è una gran novità.

La Liquigas non punterà certamente su capitan Di Luca, dato ormai per disperso, e neppure su Gibo Simoni, ancora a Parigi tra festini erasmus e deliri etilici. Mancherà anche Pellizzotti, impegnato a Grenoble in esercizi per rinforzare il bacino. Tra le fila Liquigas militerà dunque il solo Botero e la dirigenza si augura che sappia mostrare qualcosa di più rispetto alle gare di chiusura della stagione passata. Potrebbe presentarsi a sorpresa F. Shleck, avvistato alla festa della birra irlandese al parco nord poche sere fa.

Veniamo infine a L’Astanda. Arashiro è ancora in recupero di condizione a seguito della dolorosa infiammazione al ginocchio accusata nel corso del Tour 2009 verso Berlino. L’ingegner Morotti è sicuramente il favorito, anche se lo scatto secco (necessario sul cartello Zena) non è mai stato il suo forte. Tutte le squadre temono una sua tirata bovina sull’insidioso strappetto a pochi chilometri dall’arrivo, capace di fare una grande selezione, ma anche di indurire terribilmente le gambe. Ginokurov si è dato allo studio di terapie steroidee per lo sviluppo ormonale e il tono muscolare e potrebbe puntare proprio su queste per esibirsi in una prestazione sorprendente. L’antidoping lo tiene d’occhio, ma le sue conoscenze mediche gli permetteranno sicuramente di rientrare nei limiti del regolamento.

Di altri corridori non si hanno notizie aggiornate e precise. La nostra impressione è che le squadre si stiano nascondendo il più possibile per questioni di pretattica e non resta che attendere il weekend del 27-28 marzo per svelare la reale condizione di tutti i corridori BdCT.

Aleggia il terrore per il possibile arrivo nel gruppo di un debuttante di origini siciliane. La sua identità è ancora celata per questioni di sponsor e sono già in corso trattative tra le squadre per aggiudicarsi il potenziale fenomeno, arrivato quarto ai campionati italiani di maratona e dalle brillanti prestazioni anche in gare di duathlon.

La redazione

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Infortunio per Abraham Olano, inizio stagione da dimenticare per lo spagnolo

Venerdì 5 marzo 2010

Olano in difficoltà

Con grande rammarico l’intero gruppo di ciclisti del BdCT è venuto oggi a conoscenza dell’infortunio del più valido gregario Saunier Abraham Olano.

Il corridore, nel corso di una partita di basket del torneo Uisp con il Capriccio Baloncesto, si è procurato un doloroso strappo al polpaccio destro. Ecco quanto rivelato dall’ecografia:  “A carico del muscolo gemello mediale, lungo il margine infero-anteriore, stria ipoanecogena cm 2,46 x cm 0,26, compatibile con piccola lacerazione muscolare in fase di organizzazione”.

I fisioterapisti non si sono ancora espressi sui tempi di recupero, ma è certa l’assenza dello spagnolo alla prima uscita di stagione, la super-classica Bologna-Zena, prevista per il weekend del 20-21 marzo.

Ecografia strappo

Rivolgendo al vincitore dell’ultima tappa del Tour BdCT 2009 i migliori auguri per un recupero quanto mai rapido,

La Redazione, a nome delle squadre Saunier Duval, ONCE, Liquigas, L’Astanda

3 commenti Lascia un →
  1. Abraham Olano permalink
    6 marzo 2010 00:36

    Ai tifosi dico solo che tornerò più forte di prima

  2. Abraham Olano permalink
    5 maggio 2010 18:38

    Latitano nuove notizie… Gaga, ti devi dare da fare!!!!

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  1. 2010 in review « BdCT

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